La Legge n. 68 del 1999 rappresenta un pilastro essenziale per l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità in Italia, imponendo alle aziende l’obbligo di riservare quote di assunzioni a lavoratori appartenenti a categorie protette. Questa normativa è cruciale per combattere la discriminazione sul lavoro e garantire pari opportunità.

Il Sostegno dell’Associazione Luca Coscioni L’Associazione Luca Coscioni è in prima linea nella lotta per i diritti lavorativi delle persone con disabilità. Essa sollecita continuamente il governo a eliminare le barriere e le discriminazioni che queste persone affrontano, mettendo in luce le esigenze specifiche dei disabili gravi e dei loro caregiver.

Processo di Collocamento Mirato Il collocamento mirato è gestito dai Centri per l’Impiego, che fungono da punto di contatto per le persone con disabilità che desiderano entrare nel mercato del lavoro. I passaggi per avviare la procedura includono:

  1. Visita al Centro per l’Impiego locale.
  2. Compilazione e presentazione del modulo di iscrizione, specificando la richiesta di estrazione di una copia della documentazione.
  3. Selezione del formato di consegna, che può essere cartaceo o su CD-ROM.

I centri hanno un termine di 30 giorni per processare la richiesta e procedere con le azioni di collocamento.

Iniziative del Ministero del Lavoro Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha risposto alle richieste di maggiori chiarimenti con la pubblicazione della circolare n. 19 del 20 settembre 2022. Questo documento fornisce dettagli aggiuntivi su come il D. Lgs. 104/2022 intende migliorare l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità, illustrando le misure di supporto e le politiche di inclusione.

Questi sforzi legislativi e associativi sono vitali per avanzare i diritti delle persone con disabilità nel contesto lavorativo, sottolineando l’importanza dell’azione continua e coordinata tra enti governativi e organizzazioni non governative.

Cristina Zangone

Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2025, in vigore dal 1° gennaio, il Governo ha introdotto una serie di misure di sostegno per le persone con disabilità, con un occhio di riguardo anche per le famiglie e il sistema previdenziale. Queste nuove disposizioni mirano a semplificare le procedure esistenti e a migliorare la qualità della vita per chi vive situazioni di vulnerabilità.

Detrazioni Fiscali Aggiornate La nuova normativa modifica i limiti per le detrazioni fiscali, introducendo soglie diverse in base al reddito:

  • Redditi tra 75.000 e 100.000 euro: tetto massimo di 14.000 euro.
  • Redditi superiori a 100.000 euro: tetto massimo di 8.000 euro. Il coefficiente per le detrazioni aumenta per i nuclei familiari con più figli, mantenendo il limite di età a 30 anni per i figli, salvo per quelli con disabilità, per i quali non vi sono limiti di età.

Assegno di Inclusione Rivisitato La legge eleva i limiti di ISEE per l’accesso all’Assegno di Inclusione, passando da 9.360 a 10.140 euro. Il reddito familiare annuo ammissibile aumenta da 6.000 a 6.500 euro, con un’ulteriore incremento per le famiglie con anziani con disabilità grave a carico, da 7.500 a 8.190 euro.

Bonus Asilo Nido Potenziato Il Bonus Asilo Nido è aumentato a 3.600 euro annui per i bambini sotto i dieci anni, con criteri aggiornati per l’accesso ai benefici per i bambini con gravi patologie croniche sotto i tre anni. L’Assegno Unico e Universale non influenzerà più il calcolo dell’ISEE.

Supporto alle Associazioni e Nuovi Incarichi INPS È stato creato un fondo da 1,5 milioni di euro per supportare le associazioni che lavorano per l’inclusione delle persone con disabilità. L’INPS beneficerà di finanziamenti per assumere medici e specialisti nel settore psicologico e sociale.

Riconoscimento e Supporto ai Caregiver Un nuovo fondo riconosce il valore sociale ed economico dei caregiver familiari, estendendo ai cani di assistenza per disabili gli stessi diritti dei cani guida per non vedenti, inclusa la gratuità nel trasporto pubblico.

Investimenti in Educazione e Alimenti La legge destina fondi per l’acquisto di beni di prima necessità e per la distribuzione di alimenti alle persone bisognose. Nel settore dell’educazione, verranno aggiunti 1.866 posti per l’anno scolastico 2025-2026 e ulteriori 134 posti per il 2026-2027.

Misure Previdenziali Confermate Le opzioni di pensionamento anticipato, come Quota 103, APE Sociale e Opzione Donna, sono confermate, con l’introduzione di una nuova possibilità di pensionamento a 64 anni combinando previdenza obbligatoria e complementare.

Queste novità legislatie si propongono di offrire un miglioramento sostanziale nel supporto alle persone con disabilità e alle loro famiglie, oltre a rafforzare il sistema di previdenza sociale per tutti i cittadini.

Cristina Zangone

Nel contesto dell’inclusione delle persone con disabilità, un tema spesso trascurato è quello della violenza di genere, che affligge in particolare le donne disabili. Nonostante le disposizioni della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e della Convenzione di Istanbul, l’Italia non dispone ancora di una normativa specifica che offra una protezione adeguata alle donne con disabilità vittime di violenza.

Forme Molteplici di Violenza Le donne con disabilità sono esposte a diverse forme di violenza, tra cui fisica, sessuale, psicologica, economica e digitale. Gli abusi spesso avvengono all’interno della famiglia, sul luogo di lavoro o in contesti istituzionali, rimanendo celati a causa di una scarsa consapevolezza collettiva e della mancanza di supporti idonei.

Fattori di Rischio Diversi fattori contribuiscono alla violenza contro le donne con disabilità, inclusi aspetti individuali, familiari, sociali ed economici. L’isolamento, la dipendenza da assistenti o membri della famiglia, e la mancanza di accesso a servizi di supporto efficaci aumentano la vulnerabilità a tali abusi e rendono più arduo denunciarli.

Necessità di un Impegno Collettivo È imperativo che sia le istituzioni che la società civile intervengano attivamente per fornire protezione e assistenza a queste donne. Ciò include il rafforzamento dei servizi di assistenza, la creazione di ambienti sicuri e la promozione di una maggiore consapevolezza riguardo a questa problematica. L’inclusione non si limita all’accessibilità fisica ma implica anche la salvaguardia dei diritti fondamentali e la possibilità per le donne con disabilità di vivere libere dalla violenza e dalla discriminazione.

Cristina Zangone

Il recente bilancio approvato dal Governo destina oltre 360 milioni di euro a favore delle persone con disabilità, confermando l’impegno per migliorare la loro qualità della vita e promuovere una maggiore inclusione sociale. La Ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, ha evidenziato l’importanza di queste risorse, enfatizzando le iniziative volte all’integrazione sociale.

Fondo Unico e Semplicità nella Gestione delle Risorse Una delle misure principali include la creazione di un fondo unico di 200 milioni di euro per il triennio, volto a semplificare la distribuzione delle risorse. Questo fondo si propone di facilitare l’accesso ai servizi necessari per le persone con disabilità.

Innovazioni Significative per la Salute e l’Autonomia Tra le novità, si nota l’introduzione di procedure più agili per le revisioni mediche per coloro che soffrono di patologie oncologiche. Inoltre, la legge riconosce i cani d’assistenza al pari dei cani guida, garantendo loro l’accesso ai trasporti pubblici e ai luoghi aperti al pubblico, migliorando significativamente l’autonomia degli individui assistiti.

Supporto all’Istruzione Inclusiva Un altro importante intervento riguarda il settore educativo, con un aumento di 60 milioni di euro nei prossimi tre anni per le scuole paritarie che integrano studenti con disabilità. Questo finanziamento mira a rendere l’educazione più accessibile e inclusiva.

Gratitudine e Collaborazione La Ministra ha ringraziato i parlamentari per il loro contributo attraverso proposte che sostengono il terzo settore e le associazioni che promuovono lo sport inclusivo.

Formazione e Sensibilizzazione sui Diritti In parallelo, il Centro Interdipartimentale di Ricerca e Servizi sui Diritti della Persona e dei Popoli dell’Università di Padova, in collaborazione con enti come Disabled Peoples’ International-European Region e la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, organizza un corso di aggiornamento su “Diritti umani e disabilità”. Questo programma educativo mira a sviluppare una nuova cultura della disabilità improntata alla non discriminazione e all’inclusione sociale.

Queste iniziative, parte integrante della legge di bilancio, riflettono un impegno concreto verso la creazione di una società più equa e inclusiva per tutti i cittadini.

Cristina Zangone

Nella città di Pesaro, nelle Marche, in una piccola via chiamata via dell’Abbondanza, al di là di un comune cancello si nascondono alcune inimmaginabili ma concrete meraviglie, scoperte tra gli anni 2004 e 2005, durante il corso di lavori edili per la costruzione di garages sotterranei; mentre si scavava, ecco che, a solo un metro di profondità rispetto al piano stradale, ci si è imbattuti nella prima -che a quel punto ha richiesto l’intervento della Soprintendenza Archeologica delle Marche: i resti della bottega di un vasaio-ceramista del Cinquecento: una piccola officina con vasche e pozzetti adibiti alla lavorazione dell’argilla e una fornace per cuocere i mattoni; scavando ancora, ecco venire alla luce numerose impronte di pali portanti in legno di capanne ad uso abitativo, databili a partire dall’11°secolo d.C., quindi medievali, che dovevano avere tetti e pareti costruiti con materiale deperibile come fango e paglia: vicino a ciascuna di esse dovevano esserci inoltre piccoli spazi di terra coltivata ad orto per frutta e verdura, nei quali potevano trovare posto anche piccoli recinti per il ricovero di animali; scendendo ulteriormente, sono state poi rinvenute una cinquantina di semplici tombe, scavate nella nuda terra e prive di corredo, più che altro di bambini e adolescenti: ciò attesta che nello stesso luogo, ma più in fondo e in precedenza, in età altomedievale, si trovava quindi un’area cimiteriale -utilizzata tra il 5°e il 10° secolo d.C.; seguitando a scavare, nella parte più orientale è poi emerso un impianto termale, utilizzato fin dal 6°secolo d.C.: non si conoscono ancora le sue dimensioni precise, ma pare si tratti proprio di una struttura importante, con spogliatoi, piscine riscaldate e altri ambienti di servizio; infine, la meraviglia più grande, e anche più antica: parte di una villa signorile urbana, risalente alla prima età imperiale, con i resti visibili del cortile interno, il cosiddetto “peristilio”-nello specifico basi di colonne della struttura porticata-  e di alcune stanze intorno ad esso, con il pavimento decorato da raffinati mosaici composti di tessere bianche e nere, a formare diversi motivi geometrici “a tappeto”, come andava “di moda” proprio tra la fine dell’epoca repubblicana e l’inizio di quella augustea: seguendo schemi semplici come meandri, losanghe -cioè rombi-, esagoni o stellati, ma alternati tra le stanze, in modo tale da non risultare ripetitivi, e spesso accostati con maestria, ora a girali e ora floreali. Inoltre, da loro piccole porzioni e frammenti ritrovati, è stato riscontrato che le pareti fossero decorate da affreschi, con tonalità forti di pochi colori come nero, rosso e giallo ocra, secondo il cosiddetto “terzo stile pompeiano”, tipicamente in uso tra la fine del 1°secolo a.C. e la metà del 1°d.C.

Pare che questa “Domus” sia stata ristrutturata più volte, nonché abitata a lungo, almeno fino alla fine del 2°secolo d.C. I suoi ambienti sono disposti secondo lo schema “classico”: l’entrata con il “vestibolo” -una via di mezzo tra un ingresso e un corridoio- che portava fino all’atrio, cioè uno spazio aperto situato al centro della casa, ambiente principale della vita della famiglia, attorno al quale si aprivano le stanze private, e, in fondo, il “tablino”, equivalente al nostro salotto; oltre  quest’ultimo si trovava il famoso peristilio, il giardino interno delimitato da un portico, spesso ornato con alberi da frutto, erbe aromatiche e piccole vasche o fontane; intorno, prendendo luce da esso, si aprivano altri ambienti, che potevano essere il “triclinio”, ossia la sala da pranzo, o i “cubicola”, cioè le camere da letto, oppure altri locali di servizio.

In sostanza, i ritrovamenti archeologici stratificati di questo sito sono riferibili ad un arco di tempo di ben sedici secoli, cioè di millecinquecento anni circa; ed esso non è certamente l’unico: sotto i negozi, i palazzi e le strade della città di oggi sono celate le antiche botteghe, case e strade, frequentate, abitate e percorse dalla gente di allora: dai romani dell’antica “Pisaurum”-la cui consueta pianta rettangolare derivata dall’intersezione di cardo e decumano è riconoscibile ancora oggi nel centro storico- ai barbari e ai bizantini, fino alle persone vissute nel Medioevo e nel Rinascimento. E oggi, in questa Domus di via dell’Abbondanza, musealizzata dal 2015, è attivo un percorso multimediale, che, proiettando sulle pareti in cemento armato dell’edificio che la racchiude la ricostruzione virtuale e tridimensionale dei suoi antichi ambienti, permette ai visitatori d’immaginare come si svolgesse la vita quotidiana al suo interno; inoltre sono presenti modelli tattili e pannelli con scrittura braille per la fruizione del percorso anche da parte di persone ipovedenti. Oltre a ciò, due vetrine espongono i reperti rinvenuti con gli scavi, anch’essi appartenenti alle varie epoche rilevate: ceramiche, lucerne e oggetti della vita quotidiana; tra di essi, diventata il simbolo stesso della Domus, una piccola testa in terracotta di Eros addormentato…che non aspetta altro che di essere svegliato.

Vittoria Montemezzo